Il paesaggio vive nel vino e nell’arte,

il vino é vivo e l’arte immortale.

Bianchi - Fabietti - Passi - Sganzerla

 L’arte di raccontare senza parole


MAGNUM CERAMICA


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Tutto è cominciato. . . bevendo Anforaje

Il vino ha un'interpretazione personale come l'arte.

Una collaborazione tra quattro artigiani dove pittura e ceramica trovano una connessione diversa attraverso il vino.

Bottiglia anziché tela, dove il vino è l'anima del dipinto, l'installazione riflette il terroir dell'isola da cui tutto proviene.

È così che abbiamo tentato di intrappolare la sensazione dell'isola, ancora più in profondità.

Poter assaggiarla, toccarla, guardarla e immaginare oltre.

L’isola di Pantelleria

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JE

Instagram @anforaje

Ho trovato il mio "terroir dell'anima" lontano da casa, nell'isola di Pantelleria. Cuoco di professione, l’interesse per il vino nasce durante gli anni vissuti in Spagna.

Le mie radici non sono a "piede franco”,né Pantesco né Siciliano,
sono nato a Milano.

Pantelleria mi ha sedotto e ha cambiato la mia prospettiva di vita.
L’idea che ho del vino è più vicina al concetto di cibo piuttosto che
a quello di bevanda.

Sono un ragazzo che fa il suo vino, con l'obiettivo di intrappolare la sensazione che l'isola mi suscita, in modo da poterla portare con me in una bottiglia,
quando non posso restare.

Fare vino mi fa sentir felice. Un vino che piaccia prima di tutto a me,
perché in fondo è il mio vino, ma altrettanto importante,
un vino da condividere. 

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Edoardo Passi

www.edoardopassi.com Instagram @edoardoleepassi

Vivo e lavoro a Milano, dove ho aperto un laboratorio di ceramica.
Sono specializzato in oggetti funzionali realizzati con il tornio e in colata, disegnando le mie forme e ricreando oggetti.
Sviluppo anche stampi e oggetti in ceramica.

La scatola si ispira alla tecnica del kurinuki, dove un blocco pieno viene scolpito e sgrossato tagliando e strappando porzioni di argilla.


Ho utilizzato questa tecnica per esprimere al meglio la terra selvaggia, le scogliere irte e le sfumature dell’isola dove viene prodotto ANFORAJE.
Dal pieno blocco scolpito ho prodotto uno stampo per permettere la produzione di una piccola serie limitata, come il vino che contiene. 

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Lorenzo Fabietti

lorenzofabietti.atelier@gmail.com Instagram @lorenzo_fabiettiI

miei dipinti appartengono a due campi di ricerca e a due serie distinte: paesaggi (“Spazi”) e figure umane (“Teste”).

La serie dei paesaggi costituisce un’esplorazione della dimensione spaziale che mira a catturare quei luoghi nascosti dietro agli oggetti quotidiani, ai dettagli, ai ricordi. Servendomi di superfici cromatiche multi-dimensionali definite da linee nette e forti contrasti di colore, creo spazi in cui risiedono emozioni e memorie ineffabili, i non-luoghi dell’esperienza interiore.
La serie delle “Teste” esplora la dimensione dell’identita’ personale ai confini tra unicita’ e serialita’, tra dimensione del se’ e immaginario collettivo; ogni testa e’ assolutamente unica e allo stesso tempo seriale.
Giocando con strutture cromatiche differenti, sperimentando anche tecniche di collage, creo teste prive di volto ma cariche di personalita’ e rilievo emotivo.
I miei materiali di supporto preferiti sono tele e tavole di legno; i colori sono distribuiti in spessi strati con diversi effetti strutturali volti ad ottenere un’esperienza tattile della superficie del dipinto 

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Pietro Sganzerla

sganzerlapietro@gmail.com Instagram @pietro_sganzerla 

Pietro Sganzerla, nato a Milano nel 1985, cresce in un ambiente creativo e si avvicina all’arte fin dall’infanzia. Il suo lavoro si basa su una duplice ricerca, che spazia dal segno pittorico ai materiali.
Espandendo le potenzialità espressive del disegno a china, nelle sue opere grafiche Pietro sceglie un linguaggio ricco di suggestioni derivate dall’arte incisoria. Contraddistinti da un tratto fortemente individuale e meticoloso, i suoi disegni invitano alla lettura, alla decodificazione della geografia del volto umano ed animale, in un costante gioco di rimandi tra fisionomia e calligrafia - come negli Autoritratti.

All’investigazione del segno si accompagna quella dei materiali.
Il mondo di Pietro è caratterizzato da un utilizzo amorevole della carta in tutte le sue declinazioni, da quella più pura a quella riciclata, dalle più leggere veline alle carte più pesanti, che vengono usate non solo come superficie da disegno ma anche come materiale scultoreo.

Un nuovo sviluppo della sua esplorazione lo ha portato all’utilizzo della ceramica per creare le sue teste fantastiche, concrete ed astratte al tempo stesso; mai del tutto reali, mai del tutto inventate. 

La Scatola si ispira alla tecnica del kurinuki, dove un blocco pieno viene scolpito e sgrossato tagliando e strappando porzioni di argilla per ottenere la forma desiderata. Ho utilizzato questa tecnica per esprimere al meglio la terra selvaggia dove…

La Scatola si ispira alla tecnica del kurinuki, dove un blocco pieno viene scolpito e sgrossato tagliando e strappando porzioni di argilla per ottenere la forma desiderata. Ho utilizzato questa tecnica per esprimere al meglio la terra selvaggia dove viene prodotto Anforaje. Dal blocco pieno scolpito ho prodotto uno stampo, per permettere la produzione di una piccola serie limitata, come il vino che contiene.
E. Passisganzerlapietro@gmail.com

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Come tuffarsi a capofitto in una profonda caverna sottomarina attraverso turbolente acque nere, l'Anforaje Zibibbo è profondo. La vulnerabilità si manifesta quando non puoi vedere il fondo e le forti correnti iniziano a tirarti verso i confini di roccia nera frastagliata ricoperta di ricci di mare. Risalire per prendere aria è una grazia momentanea. La macchia mediterranea e gli sbuffi salini cavalcano il sorprendente ma caldo vento di scirocco che spazza i tuoi ricordi dei tramonti estivi passati.La luce del sole dell'ora d'oro getta riflessi d'ambra sulle onde. Sotto la superficie, si percepisce lo spirito dell'antico vulcano.I vini possono essere assaggiati per determinare un senso del terreno, ma evocare emozioni uniche per il paesaggio di origine dei vini è raro. Anforaje è un luogo, una sensazione, un'esperienza. Il bouquet è elaborato e in evoluzione. Un aroma lontano, di fiori di gelsomino e mandorle dolci, scorre dentro e fuori mentre i frutti a nocciolo secchi e le sfumature balsamiche ondeggiano delicatamente sempre più vicino, bicchiere dopo bicchiere. Tutte le caratteristiche quintessenziali del moscato sono ben arrotondate nelle solide fondamenta del vino, mentre l'isola espone il suo paesaggio aspro e selvaggio attraverso i profumi e il sapore iconici del vino Pantesco. Tutto ciò che si sperimenta sensorialmente a Pantelleria può essere rivelato in un solo bicchiere di questo vino. I venti salati, i gambi di finnochio selvatico e la loro essenza di anice, il sapore di tabacco da pipa alla vaniglia dei capperi da tavola appena stagionati sono tutti tuoi per tutto il tempo che dura la bottiglia. Un vino fatto naturalmente con interventi minimi, ma fatto bene con una struttura definitiva. Le meticolose selezioni delle uve di Jacopo e le noiose tecniche di raccolta manuale trasmettono un'espressione dello Zibibbo di Pantelleria che è allo stesso tempo particolare e fondamentale. Crogiolatevi nella sua calda vivacità che deriva dalla morbida acidità dell'albicocca matura del vino e dal suo fresco fichi d'india. Un attimo dopo ogni sorso, c'è una specifica eccentricità saporita retronasale che è identica all'aroma delle erbacce di origano selvatico che crescono attraverso le rocce vulcaniche in tutta l'isola.Questi sapori persistono a lungo dopo ogni sorso, e molto dopo che la bottiglia è finita. Come domande sulla vita che persistono fino alla fine.

Alexander Gable 

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